Autore: Gabriele Scalici

Jacques e Anselme Selosse. LO Champagne.

Se scrivo queste due righe è solo grazie alla mia amica Paola che ha ceduto il suo posto. Come minimo si merita una grande bevuta. La degustazione del 4 dicembre 2017 in AIS Milano rimarrà per me una data storica. La serata dove l’uomo si è fatto vino ed è diventato immortale. Un grandissimo Alberto Lupetti ci ha condotto attraverso il pensiero di Anselme Selosse, un personaggio unico diventato mito come i suoi vini. “Selosse come Krug”,  o meglio aggiunge “com’era Krug”. Senza vie di mezzo, piace o non piace. Una strada, quella di Anselme, percorsa in relativamente poco...

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Se il Riesling della Mosella fosse umano sarebbe Highlander l’immortale

Non vedevo l’ora, sapevatelo. Sono venuto in macchina e ho posteggiato al solito un po’ cosi; in centro a Milano è dura. Diciamo che il posto l’ho ricavato. Ah sì, in anticipo di 25 minuti perché a serate come questa non è importante esserci ma arrivare per primo. E infatti sono in pole position, prima fila centrale, quella dei nerd con gli occhiali spessi per intenderci; e gli occhiali li avevo pure, ma normali, e tra l’altro non ce n’era bisogno. Sono impaziente e mi sto martoriando le dita. La mia aspettativa è fra l’enorme e l’esagerato e mi sento...

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A come aglianico. Sette assaggi più uno alla cieca

di Stefano Quatrini – Sommelier e Degustatore Ufficiale A.I.S. L’aglianico è un vitigno originario della Magna Grecia e il suo nome, secondo diverse fonti, deriva dalla volgarizzazione del termine ellenikon/hellenico in aglianico. Probabilmente ciò non è esatto, ma questo dubbio non ci ha impedito di organizzare una degustazione alle cieca, fra amici sommelier, di aglianico in purezza. Dall’aglianico si possono, infatti, ottenere grandi vini tant’è che viene spesso chiamato “il Barolo del sud“. Dato non decisivo, ma è interessante notare che il vitigno è presente solo nel sud Italia e che nelle tre zone in cui è più allevato...

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Il lato oscuro del Vinitaly. Furti e scippi

Da quanti anni andate al Vinitaly? Dieci? Venti?? Cinquanta??? Io cinque. Non tantissimi è vero, ma abbastanza per dire la mia su alcuni argomenti che quest’anno più di altri hanno caratterizzato negativamente l’evento degli eventi. Dopo aver raccontato la parte piacevole la nostra esperienza, che vi invito a leggere, (http://paroledivino.com/2017/04/chi-vuol-fare-a-meno-del-vinitaly.html) mi è sembrato doveroso aggiungere giusto qualche riga. Il Vinitaly è una giostra, un turbine di eventi, di incontri doverosi e di saluti necessari. La fiera cittadina domenicale dei veronesi (e veneti in genere) che vanno in giro con la carrozzina a sinistra e il calice pieno di prosecco (strano eh?) a destra. Una...

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Gelate primaverili 2017. Due righe e una riflessione

Sono passati solo pochi dalle gelate ma la situazione meteorologia stenta a migliorare. Dedico questo post a tutti gli amici vignaioli che hanno subito danni. Due righe per abbracciarli virtualmente e incitarli a non mollare.

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