Autore: Gianpaolo Arcobello

Brae 2015, un Rossese normalmente eccezionale

Chiamatelo terroir,  citate la zonazione, parlate quanto volete di Cru. Le parole servono a poco quando è il calice a sentenziare. E quando nel calice ci sono i Rossese di Maccario Dringenberg  l’ascolto è d’obbligo, perché essi sussurrano e pur parlando la stessa lingua riescono a raccontarci quanto siano unici. Bevuti a distanza di tempo tutti e 4 il ricordo che ne ho è di 4 vini decisamente differenti l’uno dall’altro, non certo di quattro rossi provenienti dalla stessa tenuta e dallo stesso vitigno. Se a ciò aggiungiamo il fatto che le proprietà aziendali non sono propriamente sterminate ma si estendono in un...

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Road to Vinitaly 2017 parte terza: sud e isole

Come nella miglior tradizione delle previsioni meteo, chiudiamo il nostro viaggio di suggerimenti per gli assaggi al Vinitaly 2017 con le regioni del Sud-Isole-Comprese, ottimizzandoli per padiglioni. La selezione non è stata per nulla facile e siamo sicuri che ognuno di voi varcherà la soglia di Veronafiere con la ferma intenzione di rispettare alla lettera la lista preparata minuziosamente a casa e poi… poi proverà tutt’altro, o quasi. Praticamente ciò che succede a noi ogni anno. Ad ogni buon conto, qualora vogliate farvi un’idea generale di una regione ottimizzando i tempi senza fare il pit stop a ogni stand, vi consigliamo i wine bar con...

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(V)intrusioni rock. Di odio, vino e acini sfortunati

Chi ha detto che le canzoni non possano parlare di odio e guerra? Va bene l’etica, va bene la profondità del testo ma alla fine, come canta il buon Bennato, sono solo canzonette… E poi scusate, stiamo sempre a dire che Sanremo ci fa due palle cubiche perché  si cantano sempre e solo canzoni d’amore quando poi, quasi come un fisiologico rigetto, canticchiamo canzoni in inglese storpiandone le parole e senza nemmeno conoscerne il significato. Qualche esempio illustre? Happy di Pharrell (trasposizione pop della filastrocca “se sei felice batti le mani”), Hollaback girl di Gwen Stefani (cercatelo voi un...

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Malvasia 2015 Nicolini. Elogio della (non) aromaticità

Se il mondo è bello perché è vario, il mondo del vino è meraviglioso perché è sterminatamente vasto e indiscutibilmente soggettivo. Rosso, bianco, bollicine, dolci, vini giovani, invecchiati, legno sì legno no, macerati e col fondo: si potrebbe andare avanti fino al ventitreesimo secolo. Aggiungiamo a ciò anche il fondamentale ingrediente del gusto personale e arriveremo alla conclusione che tutto È il contrario di tutto, e nulla è mai scontato. In un tale marasma opinativo una delle più ricorrenti diatribe vede chi stravede per i vitigni aromatici e chi invece li evita come la peste. Lungi dal decretarne un vincitore, sarebbe...

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L'inquietudine di un Greco di Tufo

Come un poeta maledetto cova pensieri ribelli e rivoluzionari nei confronti della società, vivendo nell’anticonformismo di quel ceto borghese da cui proviene e discostandosi dall’ipocrisia che lo caratterizza. Come nel libro dell’inquietudine un Pessoa profondo, ironico, tragico e irrequieto riflette sull’esistenza, sulla morte e sull’anima, percorrendo la vita nelle sue note più cupe eppure amandola come una passione a cui non ci si può sottrarre, alla ricerca di un equilibrio perduto che mai troverà. (…nei calici della mia meditazione bevo solamente il sorriso del biondo vino; lo bevo solamente con gli occhi, chiudendoli, e la Vita passa come una vela...

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