Autore: Gianpaolo Arcobello

Inception, i Litfiba e il G di Di Meo

“Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? No, è un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla”. In effetti Dominick Cobb, il protagonista di Inception, avrebbe avuto non poche difficoltà nel cambiare quella che è sempre stata la mia idea sui vini piacioni, dal cosiddetto gusto internazionale: non mi hanno mai minimamente entusiasmato perché, forse per un mio limite, non riesco a trovarci territorialità, autoctonìa e tradizione. I morbidoni ciccioni poi, in questo periodo enostorico fatto di verticalità e beverinità (si può scrivere? ah, l’ho...

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#unproduttorealmese. Walter Massa

Immaginate un’Italia in cui, per una bizzarra e inestinguibile legge, le cariche politiche possano essere occupate solo da artisti. Il Ministero dei beni e delle attività culturali sarebbe presieduto da Vinicio Capossela. Il Ministero dei trasporti da Valentino Rossi. Il Ministero della salute affidato a Gino Strada (che artista non è ma ne possiede l’animo). Il Ministero delle politiche agricole andrebbe di certo a Walter Massa. Un artista del vino. Uomo di grande cultura, personalità dirompente e, ovviamente, grande vignaiolo, Walter si è confermato grande oratore e catalizzatore di tutti i presenti in sala, al punto che in più di...

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Sorsi di Sicilia

La redazione di Appunti di Degustazione non ha mai fatto nulla per nascondere l’amore per la Sicilia su queste pagine e l’estate appena trascorsa ha aggiunto anche il sottoscritto alla schiera dei devoti alla Trinacria. La storia e la cultura, la cortesia e le tradizioni, la totale assenza di fretta e il calore umano tipici del Sud Italia sono piacevoli sensazioni che si avvertono nei luoghi storici, nei discorsi con la gente del posto e in tavola. Le senti a pelle, le respiri. Puoi toccarle con mano. Noi abbiamo voluto anche berle e ne è emersa una forte personalità dei vitigni autoctoni, ancor più nei vini monovitigno. Ah, un doveroso SPOILER...

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Tufano 2014 Colacicchi. Il Superlazial

Si è legati per sempre ai genitori perché ti danno tutto sé stessi, anche se magari non saranno i migliori al mondo. Si può portare nel cuore un bar perché ogni volta che ci entri ti senti a casa tua, anche se è un comunissimo baretto di periferia. Si può adorare un calciatore perché dà l’anima in campo, anche se ha due cassette della frutta al posto dei piedi. Si ama una donna, anche e soprattutto per i suoi difetti. E sì, ci si può innamorare di un vino per tanti, tanti buoni motivi. Io ne ho trovati molti nel Tufano di Colacicchi. Questo cesanese, per chi come me è stanco...

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Vigna del Lume 2014 Mazzella. La Biancolella (e il piedirosso…) al top

Le grandi manifestazioni come il Vinitaly sono sempre una buona occasione per scoprire nuove aziende, parlare coi produttori e, perché negarlo? provare qualche vino importante. Non di rado capita però che, nel meltin’pot di assaggi, ci si ricordi di vini tutt’altro che blasonati. A me ad esempio è rimasto impresso il per’e palummo ischitano di Antonio Mazzella, un rosso di una semplicità disarmante e dalla bevibilità senza eguali. Succoso, fresco, profumato, altro che bombe d’acqua (termine meteorologico in voga), per questo rosso ci vorrebbe una bomba di vino! Della stessa azienda il bianco di punta è il Vigna del Lume. Appuntato anch’esso nei migliori...

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