Eccomi qui per il BOOK PRIDE 2016, che si è tenuto dall’1 al 3 aprile, dove ho incontrato tanti amici e visto pubblicazioni interessanti.
Ma, direte voi, questo è un blog di vino, cosa c’entra una manifestazione di piccoli editori? C’entra, dico io. Vino e cultura, vino è cultura… ditelo come volete… ma il binomio funziona alla grande.

Lo spazio di Via Bergognone mi sembra, per altro, una sede ottima anche per un evento di degustazione. Comunque per oggi libri… ma come vedremo non solo.

In questa manifestazione sono rappresentati piccoli editori, alcuni già molto conosciuti, come Sellerio, Iperborea, Voland … altri meno noti dal catalogo comunque interessante. E io sono qui apposta a spulciare qualcosa che possa incuriosire.

Passo da Luca Burei di Edizioni Estemporanee.

Nel suo catalogo ci sono diverse proposte tra cui: Vini di Croazia, Vini naturali d’Italia 2.0, la nuova e aggiornata guida Le migliori 99 maison di Champagne – edizione 2016-2017 ma io consiglio soprattutto lo splendido Mimi, Fifi & Glouglou di Michel Tolmer.

Se avete voglia di ridere e sorridere di voi stessi, sommelier per gioco o forse no, mentre con i vostri compagni di bevute degustate un vino… questo libro strepitoso fa per voi.

Vignettista ma anche disegnatore di etichette per importanti produttori francesi, Michel Tolmer ci regala un volume che è impossibile da raccontare tante le situazioni di degustazione che ogni appassionato sa di aver vissuto e di rivivere.

Siamo tutti un po’ come Mimi e i suoi amici… leggere per credere; siamo tutti un po’ gradassi… e questo libro ci prende educatamente in giro. Perfetta la traduzione di Luca.

Il vino è una cosa seria ma non vale la pena invece prendersi troppo sul serio. Io penso già di regalarlo a tutti gli Appuntisti! 

Passo a salutare Mara Bevilacqua di Armillaria, di cui abbiamo già scritto, che presenta una bellissima iniziativa: aperitivo con vino e libro.

In anteprima viene presentato Lo specchio dell’uomo, a cura di S. Sacchini, una raccolta di frammenti greci sul vino, con il testo a fronte.

Siamo su un versante più “serio” ma appassionante e ricco di spunti.

Innanzitutto è pur vero che di aforismi, citazioni sul vino se ne trovano a bizzeffe sul web. Ma saranno poi citazioni vere? tradotte da chi? e soprattutto chi ne spiega il senso? Così accanto a citazioni più conosciute, troviamo frammenti davvero singolari che ci spiegano tanto e ci rivelano particolari sconosciuti. Due frammenti mi hanno colpito.

Il primo di Platone il giovane fa riferimento all’ametista: “Questa pietra è un’ametista e io, Dioniso, il bevitore: o mi insegnerà a esser sobrio o sarà lei che imparerà a ubriacarsi”.

Grazie alle preziose note scopriamo che l’aggettivo amethystos significa non ubriacabile, derivato dalla stessa radice del verbo ubriacarsi methyein, preceduto da alpha privativo. Ecco perché da quel momento in poi l’ametista sarà sempre stata considerata una pietra che combatte l’ebbrezza.


Altro frammento particolare è quello di Anacreonte: “Su, ricominciamo a bere, senza strepiti e schiamazzi, non come fanno gli sciti, che tracannano vino puro, ma sorseggiando tra i bei canti”. Non solo interessante per l’abitudine barbara di berlo non diluito, mentre i greci e latini lo diluivano con acqua ma perchè ci ricorda quanto fosse già diffusa la viticoltura del mondo antico. Gli sciti era un popolo nomade originario dell’Iran e versare il vino alla moda scita diventò una frase convenzionale per chi desiderava bere vino puro.

Armillaria, che parla fieramente di enocultura, ha proposto per ogni giorno della manifestazione un aperitivo, abbinando un vino a un libro, con la possibilità di acquistare entrambi. Nei tre giorni ha proposto Briseide della cantina Chiovini, Quaron di Borgo dei Posseri e infine Campantuono della Cantina Papa

Tra gli altri vini esposti mi ha colpito e ho deciso di acquistare un pinot noir della Galilea. Per restare sul “classico”, a proposito di libri, nella Bibbia, appena sceso dall’arca, Noè come prima cosa pianta una vigna a simboleggiare la rinascita dell’umanità.

Senza dimenticare che nel Nuovo Testamento il primo miracolo alle nozze di Caana è la trasformazione dell’acqua in vino. Tanto per ricordarci quanto la storia del vino ha sempre accompagnato la storia dell’umanità.

La filosofia produttiva di questo paese è ispirata da quella francese e quindi non ci deve stupire un pinot nero. La Galilea ha un clima secco con grandi escursioni termiche tra notte e giorno.

In questa zona è nata la prima azienda storica Carmel, fondata da quel Barone de Rothschild, proprietario a Bordeaux del Château Lafite. Le alture del Golan, da cui proviene questo vino, sono ricche di calcare e marna.

Gamla – Pinot noir 2012 –  Golan Heights Winery – 12,5° vol. – Rubino profondo con riflessi aranciati, abbastanza consistente. Un naso intenso di frutti di bosco e una leggera speziatura dolce. Morbido, abbastanza intenso e persistente, in bocca l’alcol si sente anche se in maniera gentile. Pecca forse in freschezza ma complessivamente è equilibrato.

Non ci resta che leggere!