Non c’è che dire la partita, dopo un inizio scoppiettante ha proseguito con altrettanta vivacità, ora continua con il nero che prova a contrattaccare.


Cavallo nero – Il cavaliere nella tradizione occidentale è la quintessenza del guerriero: puro, valoroso, giusto, forte, agile e colto. Negli scacchi spesso è sottovalutato, unicamente per incapacità del giocatore.

Faro DOC 2009 – Palari – 50%  Nerello Mascalese, 30% Nerello Cappuccio, 10% Nocera e 10% altri vitigni, 13° vol. – Incarna bene questo spirito, elegante, fine, con note floreali e piacevolezza giovanile che già può avventurarsi in un discreto invecchiamento. Il cavallo infatti non è necessariamente giovanissimo, ma il lungo addestramento di cui necessita gli consente di donare i frutti migliori solo dopo qualche anno.

Regina bianca – Sorniona e furtiva come un gatto. Hai sempre la sensazione di non poterla sfuggire. Ho pensato allo Chenin Blanc, perché è un vitigno che si presta – come pochi altri – a numerose interpretazioni: fermo, spumantizzato e passito. Eccelle comunque. Quindi in omaggio alla Regina che si muove con naturalezza ed eleganza felina su tutta la scacchiera, scelgo un pétillant, un fermo e un passito, tutti Chenin Blanc in purezza.
Tania e Vincent Carême

Vouvray pétillant L’Ancestrale 2011 Vincent Carême – 13° vol. – Da agricoltura biologica: naso fragrante con la cremosità che – a mio parere – contraddistingue questo fantastico vitigno: pera, zenzero e curcuma, finocchietto selvatico, zucchero candito, confetti, leggermento etereo e alcolico: veramente complesso. In bocca la corrispondenza gusto-olfattiva è perfetta: torna la cremosità ed emerge pian piano la pasta di mandorla, una buona sapidità una leggerissima presenza zuccherina. 

Jasnières Les Roisiers 2013 Domaine de Bellivière (Christine et Eric Nicolas) – 13° vol. – Un particolare riflesso ramato. Al naso gomma, sottobosco erbaceo, limone verde e vinoso. Si apre poi su note di liquerizia ed erbe aromatiche. In bocca ancora emerge la cremosità e quel tipico zucchero candito, unito a una certa salinità. 
Vouvray moelleux 2005 – Clos Naudin (Philippe Foreau) – 13,5° vol. – Un bel giallo dorato con  sfumature topazio e verde che si offre al naso con sentori di erbe amarognole, leggera sensazione ossidativa, poi mela cotogna e mandorla, albicocca disidratata, pane tostato. In bocca perfetta corrispondenza: nota amaricante, oltre alla presenza zuccherina e acidità importante.

Re nero – Il fine ultimo del gran gioco degli scacchi è la cattura del Re avversario: riuscire a proteggere il proprio sarà un compito decisivo quanto arduo. Caratteristiche di massima vulnerabilità gli appartengono, ma allo stesso tempo di potere intrinseco, che non si esprime in battaglia ma nel carisma, nella capacità di muovere un intero esercito con la sua sola statica presenza.

Echezeaux Grand Cru 2011 AOC Vieille vigneMongeard-Mugneret – 100% Pinot Noir, 13,5° vol. – Un nobile di Borgogna. L’ampiezza del suo corredo di aromi gusto-olfattivi è tale da poter contenere tutti gli altri. Per questo necessita protezione, ma allo stesso tempo la sua capacità espressiva e comunicativa è tale che gli altri traggono da lui tutta l’energia e la motivazione per battersi con l’avversario. Siamo nell’orbita dei vini straordinari, che se ben conservati acquistano valore fino a raggiungere quotazioni davvero notevoli!
Per noi la partita finisce patta. Quindi per concludere in bellezza… conviene fare un bel salasso… di bianchi e neri (si fa per dire) e brindare insieme.
Louis Roederer Vintage Rosé 2009 – 62% pinot noir, 38% chardonnay, 12,5° vol. – Parte in legno, parte in malolattica, 48 mesi sui lieviti. Dosaggio zucchero 9 gr/l. Grande mineralità, fumé, agrumato, realizzato con il metodo del salasso dopo una macerazione a freddo.

Et voilà adesso sapete perchè nessuno Champagne era tra i bianchi… dovevate aspettare il gran finale!

Anna e Vincenzo