Non per ripetere sempre le stesse cose ma chi mi legge sa che io e il Prosecco, in genere, non andiamo molto d’accordo.
Perché? Penso che la maggior parte dei prosecco si somigli molto, anzi troppo, ecco l’ho detto.
Ne bevi uno e sembra che li hai provati tutti (vale anche per altre tipologie di vini, comunque).

Deja-vu o omologazione del gusto? A voi la scelta.
Ma… per fortuna ci sono anche le eccezioni (e meno male!) e infatti in questo caso sono stato smentito.

La Cantina Montelliana è una cantina sociale fatta di circa quattrocento piccoli produttori e più di seicento ettari di terreni vitati che guarda al futuro pur conservando, si legge sul sito, la cultura della tradizione vitivinicola del territorio.
Maurizio, uno dei responsabili della comunicazione con la passione del vino, mi informa ed aggiunge: “La Cantina è stata fondata nel 1957 e nel tempo è progredita con incrementi di produzione e vendite, e quindi con continui investimenti siamo riusciti ad arrivare a lavorare circa 70-80.000 quintali di uve, attualmente. Il nostro fiore all’occhiello è ovviamente il prosecco, un fenomeno mondiale che continua a darci grosse soddisfazioni. Nel 2009 la nostra Doc Montello e Colli Asolani ha avuto il riconoscimento della Docg con il nome Asolo Prosecco Superiore, che si affianca alla ben più nota Valdobbiadene Docg, ma che mi sento di dire non ha nulla da invidiare in termini di qualità del vino…”

Abbiamo ricevuto il Prosecco insieme al Sasser Rosso Montello Doc (di cui ci occuperemo in un altro post) dello stesso produttore per un nostro commento in merito.

Reperibili entrambi in negozio/enoteca si posso trovare rispettivamente a 6-7€ e 9-10€.

Soldi spese bene (molto bene per il prosecco) in entrambi i casi.

Carino il formato del 57, più basso e panciuto
di una bottiglia “normale”.
Sulla destra il Sasser rosso 2010 di cui parleremo più in là.

Parliamo dunque del Prosecco Superiore 57 Asolo di Cantina Montelliana. http://www.montelliana.it/

Giallo paglierino con riflessi verdolini mostra una bollicina schiumosa a punta di spillo. 
Invita al sorso solo allo sguardo.
Lo avvicino al naso si apre con una discreta intensità a un ventaglio insolitamente ampio di sensazioni: si va dalle classiche mela e pera comuni più o meno a tutta la categoria, a cenni agrumati di pompelmo e cedro ora più incisivi, ora più tenui, a gradevoli sentori più evoluti di frutta secca come mandorla, noce, arachide che, sebbene lievissimi, in questo contesto dove semplicità e immediatezza sono parola d’ordine, risaltano molto positivamente regalando complessità.

Convincente.
In bocca è fresco e proporzionatamente sapido con bollicina abbondante, ma è soprattutto la nota dolce che mi appaga perché risulta ottimamente bilanciata senza essere mai eccessiva, lasciando il palato piacevolmente pulito e morbido, pronto per il boccone successivo (pensate a tutti i quei prosecco che vi hanno fatto storcere il naso proprio a causa di eccessivo apporto zuccherino…).
Il 57 si beve facilmente, a cuor leggero quasi come l’acqua ma, di contro, presenta una personalità e una buona intensità gusto-olfattiva complessiva che non ti aspetti. 
Decisamente sopra la media dei Prosecco (almeno fra quelli che ho provato) per tutte queste sue peculiarità, mi stupisce sorso dopo sorso… Sto seriamente pensando di includerlo nella lista dei “grandi vini” di AppuntidiDegustazione.

Pensando anche qualcosa di (pseudo) negativo, non posso certamente usare espressioni tipo “sorso interminabile” o “lunghissimo, non finisce mai”… niente di sconvolgente comunque.

Per concludere, l’abbinamento con  antipasti anche di media complessità, come torte salate e tartine elaborate, è davvero ben riuscito.

E’ un (grande) Prosecco. Amatelo per quello che è!