Autore: Francesco Cannizzaro

Sorgentedelvino Live 2013

Conoscevamo Sorgentedelvino Live sin dall’anno scorso, quando si tenne presso la Rocca Anguissola Scotti – Gonzaga, ad Agazzano. Quest’anno gli organizzatori hanno hanno preferito privilegiare una location più centrale e quindi più facilmente raggiungibile: il Bastione di Porta Borghetto, raggiungibile facilmente in poco più di venti minuti di camminata tranquilla dalla stazione ferroviaria. Gabriele ed io, infatti, prendiamo il treno da Milano Lambrate e in un’ora e mezza scarsa siamo già sul posto. Il primo impatto ci lasciava, tuttavia, un po’ perplessi; scopriremo in seguito che non saremo i soli. Il perché risiede nella posizione assegnata ai produttori: alcuni,...

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Degustazione: Curtefranca rosso 2006, Ca' del Bosco

Di solito diffido dei vini costituiti da più di tre vitigni: spesso, soffermandomi su qualche etichetta, in giro per enoteche, sussurro tra me e me: ” questo è un cocktail, non vino!”. Ok, lo riconosco, è un pregiudizio, però non riesco ancora a pensare che un blend e un monovitigno partano dalla stessa posizione: ho ormai consolidato, a torto o a ragione, il concetto che con il blend si possa “tarare” il vino, giocare con le proporzioni.  Ca’ del Bosco è una azienda storica franciacortina, brillante avamposto di importanti connubi: tradizione e progresso, capacità produttiva e favorevoli condizioni ambientali...

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Degustazione: Tancredi 2008, Donnafugata

I puristi dell’enologia legata al territorio, i soloni che hanno dei pregiudizi nei confronti dei cosiddetti vitigni internazionali storceranno il naso – forse – davanti a questo blend di Nero d’avola e cabernet sauvignon, più altre uve a bacca rossa. In realtà la fusione del più diffuso vitigno a bacca rossa siciliano e di quello autoctono girondino è tra le più riuscite e accattivanti. Del Nero d’Avola abbiamo già parlato un po’ qui,  del celebre cabernet sauvignon cosa possiamo ancora dire? Intanto una curiosità: pur essendo uno dei più diffusi vitigni del mondo, le origini del cabernet sauvignon sono state individuate con esattezza solo nel 1996, allorquando all’Università della California di Davis, due ricercatori scoprirono che la pregiata bacca discendeva da cabernet franc e… sauvignon blanc!  La circostanza è curiosa: nessuno aveva pensato che una bacca rossa, perlopiù prestigiosa e tradizionale come il cabernet sauvignon, potesse discendere da una uva a bacca bianca. L’incrocio ha senza dubbio origine nel territorio di Bordeaux a metà del diciottesimo secolo e fino alla fine del secolo successivo veniva spesso confuso con il papà, il cabernet franc. Il cabernet sauvignon è vigoroso, germoglia tardi e conseguentemente può maturare tardi. Conferisce ai vini colore profondo, caratteristiche note di peperone verde, tannino importante e buona acidità. Queste ultime due caratteristiche, in particolare, donano ai cabernet sauvignon ottime potenzialità di invecchiamento. Il matrimonio tra Cabernet Sauvignon e...

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Degustazione: Coppo Brut Riserva 2006

Nel definire “storica” l’azienda di Canelli non si commette certo una esagerazione: l’azienda fondata da Piero Coppo nel 1892 ha scritto pagine di storia enologica, dapprima producendo moscato dolce esportato in tutto il mondo e poi confrontandosi con la produzione di vini secchi, vincendo anche questa sfida. Canelli è stata per anni, per tradizione e vocazione,  indirizzata a produzioni più quantitative che qualitative, tuttavia i  quattro nipoti del fondatore, che oggi hanno in mano le redini dell’azienda, hanno saputo dare una decisa impronta di qualità, doppiamente coraggiosa in quanto costruita non solo sui vitigni classici della zona, moscato e...

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Degustazione: Nero d'Avola 2010, Nino Barraco. Spontaneo, senza orpelli, non omologato.

Quando si pensa alla Sicilia enologica e non ci si vuole impegnare troppo, il pensiero va immediatamente al vitigno isolano per eccellenza; è come con il cane di Pavlov: uno vede un calice di vino rosso, gli si dice che è siciliano e subito esclama “Nero d’Avola!”. Parliamone un po’, allora. Le origini sono indubbiamente siciliane: il ceppo fu individuato sin dal 1696 il botanico Francesco Cupani. Nonostante ciò, il Nero d’Avola è iscritto nel Registro nazionale delle varietà di vite come “Calabrese”; nessun mistero: tale dicitura deriva dalla deformazione di “Calaulisi” che a sua volta deriva da “Caia-Avola”,...

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