Autore: Francesco Cannizzaro

Oscar del vino 2013

Lunedì 3 giugno l’Associazione Italiana Sommelier assegnerà l’Oscar del vino 2013, nell’ambito della Notte delle stelle, che si svolgerà a Roma presso l’Hotel Cavalieri. I candidati si possono votare qui. Diamo una veloce lettura alla lista degli aspiranti vincitori, selezionati da cento personaggi del mondo della cultura, della produzione e della comunicazione. Tra i vini bianchi le candidature sono forti, ed è una bella lotta: Cervaro della Sala 2010 di Castello della Sala, Chardonnay 2010 di Tasca d’Almerita e Vintage Tunina 2010 di Jermann.  Il Cervaro della Sala è uno dei must della enologia nazionale, già da molti anni. Per chi non lo conoscesse, è un blend di chardonnay e grechetto, vitigno autoctono umbro; è vinificato in legno, sei mesi di barrique e dieci mesi di bottiglia. E’ un vino elegante, dalla struttura morbida e dalla lunga persistenza.  Lo chardonnay di Tasca d’Almerita è la dimostrazione che si può fare dell’ottimo chardonnay anche a latitudini differenti dalle solite note; vinificato in purezza, sosta diciotto mesi in barrique, possiede un aspetto olfattivo impostato su toni fruttati, floreali ed erbe aromatiche. Al gusto è pieno e vellutato con spiccata nota acida.  Anche il Vintage Tunina di Jermann è uno dei frequentatori dell’Olimpo enologico italiano: blend fuori dagli schemi composto da sauvignon, chardonnay, malvasia istriana, picolit e ribolla gialla. Vinificazione in acciaio e botte grande. Intensità minerale assolutamente preponderante, con grande armonia al gusto....

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Degustazione: Nocera Sicilia IGT 2011, Vasari

Nocera 2011 Vasari Questa sera ho davanti a me una bottiglia che è una vera chicca: un Nocera dell’azienda Vasari, ottenuto con l’omonima uva. Questa varietà è autoctona messinese, se ne trova anche sul versante reggino dello Stretto. Il ceppo è molto antico: le origini, infatti, risalgono probabilmente alla colonizzazione greca del VII secolo avanti Cristo. Dal 1900 in poi la diffusione del Nocera si è progressivamente ridotta in quanto i viticoltori preferivano sviluppare nerello mascalese e nerello cappuccio i quali, a dire il vero, non hanno caratteristiche molto differenti da quelle del nocera. Al calice si presenta rosso...

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Su (poca) politica e (tanto) vino, all'epoca della Rete 2.x.

Di Francesco Cannizzaro, sommelier AIS Nel periodo di maggior confusione politica ed istituzionale che io ricordi, balza agli onori della cronaca l’exploit alle ultime elezioni del Movimento 5 Stelle. Lungi da me addentrarmi in un periglioso nonché fuori tema argomento politico, vorrei sottolineare l’importanza dei nuovi strumenti di comunicazione e di come anche grazie attraverso web, blog, e di tutto ciò che in generale chiamiamo “Rete”, il M5S abbia costruito il proprio successo. Uno dei capisaldi del Movimento è conoscenza dei fatti attraverso il web: quotidianamente, grazie alla Rete, è possibile – lo sappiamo – apprendere informazioni, verificarne la veridicità, confrontarne le versioni, apprendere dettagli non divulgati da altri strumenti di comunicazione.  Analogamente al pensiero politico individuale anche il mondo del vino sta cambiando, stanno cambiando i gusti, proiezione di nuove consapevolezze e conoscenze tutte e soltanto figlie del web: un tempo erano le guide cartacee o le riviste a dettare le tendenze, a tracciare le linee guida degli appassionati più o meno esperti; oggi la Rete sta rosicchiando quello che per molti anni è stato un monopolio incontrastato. Con un bacino di utenza potenzialmente infinito ove poter attingere informazioni su tutto ciò che orbita attorno al mondo del vino, il web diventerà, se non lo è già, l’ago della bilancia della comunicazione di massa, grazie ai blog, ai siti specializzati e a quelli ufficiali. La Rete non mente:...

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